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Che cos’è l’Auricoloterapia?

L’Auricoloterapia, come indica il suo nome, è un insieme di cure che sfruttano le potenzialità del padiglione auricolare, una zona anatomica che è sede della proiezione di molti apparati corporei.

Si tratta di una medicina complementare basata sulla stimolazione del padiglione auricolare, con diversi strumenti (che vedremo di seguito), la cui funzione è quella di modulare specifici punti che corrispondono a zone anatomiche del corpo.

Sviluppatasi intorno agli anni ’50 in seguito ad alcune ricerche di neurologia applicata, l’Auricoloterapia si è poi ampiamente diffusa grazie alle sue implicazioni positive per numerosi disturbi psicosomatici.

Tramite applicazioni del genere è infatti possibile guarire da patologie di vario genere in maniera naturale e senza l’assunzione di medicinali, ma soltanto in seguito alla mirata stimolazione di specifici punti dell’orecchio esterno.

Questo organo viene da sempre considerato come il luogo di confluenza di moltissimi canali energetici che corrispondono a specifiche funzioni dell’organismo.

Auricoloterapia

Localizzati a livello del padiglione auricolare si trovano infatti importanti ramificazioni dei nervi cranici, da cui partono impulsi regolatori verso gran parte del corpo.

Collegamenti del genere permettono un incessante scambio di informazioni neuronali bidirezionali tra orecchi ed encefalo, due strutture anatomiche strettamente connesse tra loro.

Grazie a stimolazioni meccaniche di una determinata zona del padiglione vengono rapidamente stimolate le corrispondenti aree cerebrali, innescando processi di controllo e di attivazione dei vari organi ad esse collegati.

Oltre che una funzione prettamente terapeutica, Auricoloterapia svolge anche un importante ruolo preventivo, dato che la stimolazione di alcuni punti dell’orecchio esterno si è rivelata fondamentale per evitare l’insorgenza di molti disturbi.

Il padiglione auricolare si comporta come un vero e proprio microsistema morfologico e funzionale in cui sono riflessi tutti gli organi e apparati del corpo.

Il padiglione auricolare, che è una struttura cartilaginea ricoperta di cute piuttosto sottile, ha un’estensione abbastanza ampia da poter ospitare un numero elevatissimo di punti: si pensa che siano più di 200 i punti sensibili dove è possibile intervenire.

Oltre che con aghi, la superficie esterna del padiglione può essere manipolata con altre tecniche diversificate e scelte in base alle esigenze individuali del paziente.

Una delle principali caratteristiche dell’Auricoloterapia è infatti la personalizzazione degli interventi che si diversificano sia per il numero di strumenti applicati sia per la loro tipologia.

I principali bersagli di simili trattamenti sono:

  • organi;
  • apparati;
  • strutture ossee;
  • ghiandole endocrine;
  • muscolatura;
  • tendini e legamenti.

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Esiste una ben definita mappatura del padiglione auricolare in cui le numerose zone hanno una relazione biunivoca con le varie parti del corpo e alla quale i terapeuti fanno riferimento per intervenire in maniera precisa e mirata.

Contrariamente a quanto si potrebbe credere, la stimolazione di un singolo punto si collega a zone anatomiche piuttosto ampie: questo comportamento dipende dall’estesa ramificazione delle fibre nervose che, da un’area puntiforme, possono innervare zone anatomiche molto vaste.

 

Un po’ di storia dell’Auricoloterapia

Secondo alcune testimonianze storiche, l’Auricoloterapia avrebbe origini antichissime e risalenti addirittura a cinque secoli prima di Cristo, quando questa pratica veniva utilizzata da guaritori cinesi e orientali.

Alcuni reperti collegano questa pratica ai Cabalisti che, intorno al 3500 a.C. si servivano di specifiche manipolazioni sull’orecchio esterno per curare malattie sviluppate dal medesimo lato del corpo.

Nel suo Corpus Hippocraticum, il famoso medico greco Ippocrate riporta alcune prove dell’efficacia di simili trattamenti, soffermandosi soprattutto sul coinvolgimento psicosomatico delle patologie.

Guaritori appartenenti alla Dinastia dei Ming erano soliti intervenire sulla cataratta oculare mediante specifiche palpazioni dell’orecchio esterno, a conferma degli stretti rapporti anatomici di tipo neurologico esistenti tra i due apparati.

Nei Monasteri Medievali numerosi frati applicavano l’Auricoloterapia in caso di dolori alla schiena e alle ossa in generale, cauterizzando i punti sensibili del padiglione auricolare.

Il chirurgo Italiano Antonio Valsalva nel XVII secolo applicava aghi sul così detto punto “H” per scopi analgesici, per affrontare piccoli interventi soprattutto a livello del cavo orale.

Risale al XIX secolo un’importante analisi scientifica inerente all’Auricoloterapia da parte di due illustri clinici: il dottor Gianbattista Borelli (Torinese) e il dottor Luciani (di Bastia in Corsica), entrambi focalizzati sull’impiego terapeutico di questa pratica per curare sciatalgie e lombalgie.

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Dal punto di vista clinico, tuttavia si può dire che questa disciplina sia nata nel 1957, quindi 65 anni fa, per opera di un neurobiologo francese di Lione, il dottor Paul Nogier che per primo si dedicò a studi sulle potenzialità terapeutiche del padiglione auricolare, pubblicando anche un trattato dal titolo: “Trattato di Auricoloterapia“.

Nel suo testo, lo scienziato afferma che è possibile realizzare una precisa mappatura dei punti sensibili del padiglione auricolare, ognuno dei quali è collegato a un determinato distretto corporeo.

Grazie alla stimolazione di questi punti, Nogier era in grado di ottenere risultati benefici sull’organo corrispondente all’area manipolata.

Il trattato del neurologo, che si ispira moltissimo anche alla medicina tradizionale Cinese e all’agopuntura, presenta una distribuzione dei punti del tutto simile a quella attualmente utilizzata dai terapeuti.

Per molto tempo questa pratica curativa non venne riconosciuta dagli organi di controllo preposti, e soltanto negli ’90, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) accettò la validità della mappatura del padiglione auricolare, senza tuttavia pronunciarsi chiaramente sugli effetti derivanti da essa.

Nel nostro paese, l’Auricoloterapia è stata inserita nel Tariffario della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici (FNOM) soltanto nel 1995, classificandola in tal modo come una terapia clinica a tutti gli effetti e quindi applicabile in caso di vari disturbi.

In seguito alle sue ricerche cliniche, basate sull’osservazione delle conseguenze di processi di cauterizzazione di specifici punti del padiglione, il medico fu in grado di definire con precisione la somatotopia dell’orecchio esterno, fondando quindi la disciplina.

 

Come si esegue l’Auricoloterapia

Anche se esiste una notevole differenziazione tra le metodologie applicative di questa disciplina la cui esecuzione dipende moltissimo dal terapeuta e dalla sua interpretazione soggettiva dei disturbi da curare, l’Auricoloterapia prevede un iter procedurale basato sull’impiego dei seguenti strumenti:

  • aghi monouso di calibro variabile;
  • stiletto metallico;
  • laser;
  • stimolatore cerca-punti auricolari;
  • dispositivo che rileva lo stimolo nocicettivo;
  • semi di vaccaria per l’attivazione energetica dei punti;
  • strumenti vegetali (spesso semi) per migliorare la circolazione sanguigna;
  • cerotti antiallergici da applicare al termine del trattamento.

La procedura è la seguente:

  • distinzione topografica tra punti anatomici e punti sensibili;
  • identificazione dei punti riflessi;
  • applicazione degli aghi sulle zone funzionali;
  • analisi della risposta dei Punti Maestri;
  • valutazione del tempo di applicazione;
  • asportazione degli aghi;
  • impiego (se necessario) dei patch lenitivi.

Per svolgere al meglio interventi di questo tipo è indispensabile che il terapeuta sia competente, esperto e attento alla preventiva localizzazione dei Punti Maestri, che sono:

  • punto Zero;
  • punto Shen Men;
  • punto Talamico;
  • punto del Sistema Nervoso Autonomo Ortosimpatico.

Intervenendo su simili zone si ottengono risultati di tipo analgesico, antinfiammatorio, miorilassante, antistress, regolatore sul centro della fame, riequilibrante sulle energie psicoemotive.

Il punto Shen Men, conosciuto anche come “punto del cielo” è localizzato in posizione apicale del padiglione ed è in assoluto il più utilizzato grazie al suo coinvolgimento profondo con l’energia mentale del paziente.

Tramite stimolazione questa zona riesce a disperdere istantaneamente stress, nervosismo, agitazione, ansia e irritabilità in quanto ottimizza le funzioni del sistema nervoso autonomo.

Il punto Shen Men trova ampio impiego anche in caso di desensibilizzazione da dipendenze di vario genere, per attenuare il dolore, in caso di insonnia e in numerosi stati morbosi neurologici.

 

Auricoloterapia 2

Il meccanismo d’azione dell’Auricoloterapia sembra spiegabile valutando lo sviluppo embriologico dei vari apparati che, durante la vita fetale, hanno stabilito interconnessioni neuronali con l’orecchio esterno.

Il dottor Nogier aveva infatti tracciato una mappa di riferimento in cui all’interno del padiglione auricolare era inserita la sagoma dell’embrione rovesciato.

L’esecuzione di un trattamento del genere si avvale di varie metodiche, tra cui in primis degli aghi per agopuntura, ma poi anche di micro scariche elettriche, di onde laser, di massaggi strumentali, di luce pulsata e di semi vegetali.

Attualmente la metodica maggiormente usata è quella delle scariche elettriche che vengono applicate al padiglione mediante un piccolo elettrodo a potenza graduata e regolabile a seconda delle singole esigenze.

 

Utilizzo in medicina e validità scientifica dell’Auricoloterapia

Sostanzialmente si può affermare che, dal punto di vista biomolecolare, questa tecnica agisce stimolando specifiche radici nervose e quindi i relativi neuromediatori ed ormoni, tra cui soprattutto le endorfine.

Il suo uso è particolarmente indicato per:

  • alleviare il dolore di qualsiasi natura;
  • eliminare forme di dipendenza;
  • monitorare stati psico-emotivi;
  • curare disturbi legati all’alimentazione (bulimia e anoressia);
  • controllare il peso corporeo soprattutto in caso di obesità e fame nervosa;
  • attenuare il dolore cronico di tipo neuropatico;
  • ripristinare un corretto ritmo sonno-veglia;
  • curare attacchi d’ansia, depressione e sindromi psicologiche;
  • ridurre lo stress;
  • migliorare la postura attenuando le tensioni muscolari;
  • stimolare il miorilassamento diretto e riflesso;
  • aumentare la produzione di endorfine;
  • smettere di fumare;
  • eliminare l’alcolismo;
  • attenuare il dolore provocato da sciatica e sciatalgie;
  • eliminare alcuni disturbi dermatologici tra cui la psoriasi;
  • curare l’infertilità;
  • eliminare timidezza e ansia da prestazione;
  • correggere problematiche posturali;
  • migliorare le prestazioni sessuali.

Come si vede i campi di applicazione dell’Auricoloterapia sono molto numerosi e proprio per questo motivo è necessario che il terapeuta sia in grado di identificare preventivamente la sintomatologia per cui intervenire e soltanto dopo individuare i punti sensibili su cui intervenire.

Auricoloterapia

Essendo presenti più di 200 punti è chiaro che l’applicazione degli strumenti stimolanti deve essere quanto mai precisa, dato che uno spostamento di pochi centesimi di millimetro potrebbe rivelarsi pericoloso.

Una tipica seduta ha sempre inizio con un’accurata anamnesi del paziente, che deve fornire al terapeuta tutte le indicazioni utili per inquadrare la situazione e soprattutto le cause patologiche.

L’applicazione degli aghi tradizionali prevede un tempo di circa 30 minuti, mentre quella di dispositivi semipermanenti non ha limite temporale in quanto essi vengono lasciati in sede per poi cadere in maniera autonoma al momento opportuno.

È possibile utilizzare anche applicazioni di azoto liquido (crioterapia) sul punto sensibile che pertanto subisce una micro ustione superficiale da freddo.

Una delle principali caratteristiche di questa tecnica è che fin dalle prime sedute è possibile capire se il trattamento risulta efficace oppure no, dato che i primi risultati sono praticamente immediati.

I benefici più significativi si ottengono in questi ambiti:

  • ansia e depressione;
  • tabagismo;
  • calo ponderale in caso di sovrappeso;
  • attivazione del metabolismo;
  • controllo della glicemia (per stimolazione della sintesi di insulina);
  • attivazione della serotonina.

Complessivamente questa tecnica è molto sicura, non comporta rischi in quanto non è invasiva e non utilizza nessun composto chimico.

Solo in pochissimi casi si potrebbero verificare reazioni avverse, comunque di lieve entità, tra cui:

  • bruciore temporaneo nei punti di stimolazione;
  • arrossamento e ipertermia del padiglione auricolare;
  • indolenzimento a tutta la zona dell’orecchio esterno;
  • rari episodi d’infezione secondaria;
  • piccole lesioni nei punti di contatto con gli strumenti terapeutici.

L’Auricoloterapia tramite micro scariche elettriche è controindicata soltanto nei soggetti portatori di pace-maker, di cardioverter portatile oppure in presenza di defibrillatore.

Durante la gravidanza le gestanti devono chiedere il parere del proprio medico di fiducia, in particolare se i trattamenti vengono effettuati tramite scariche elettromedicali, che potrebbero interferire con l’attività cardio-vascolare del feto.

 

Utilizzo dell’Auricoloterapia in Posturologia

L’Auricoloterapia Posturale è un’applicazione dei trattamenti al padiglione auricolare che può ottenere vantaggiosi risultati sulla postura del corpo, soprattutto in caso di disturbi osteoarticolari.

Auricoloterapia

Grazie a mirate stimolazioni elettromagnetiche a livello dell’orecchio esterno è infatti possibile stabilizzare gli impulsi nervosi che controllano le funzioni ossee e muscolari, per ripristinare un perfetto equilibrio.

Com’è noto i muscoli lavorano con due modalità: contrazione e rilassamento, dalla cui alternanza deriva il regolare svolgimento della deambulazione e del mantenimento del baricentro.

Tali compiti si trovano sotto la supervisione del sistema nervoso centrale che, mediante le placche motrici, condiziona l’omeostasi corporea.

In condizioni patologiche il paziente reagisce con un’alterazione della posizione del corpo nello spazio, che può mostrare anomalie motorie oppure statiche.

In entrambi i casi l’intero assetto scheletrico modifica la sua impostazione, spesso provocando l’insorgenza di disturbi dolorosi estremamente limitativi.
Il nuovo schema corporeo assunto, che è in un certo senso forzato, può rivelarsi molto nocivo sia nell’immediato che nel lungo termine.

L’Auricoloterapia è in grado di intervenire in simili situazioni poiché nel padiglione auricolare sono localizzati punti ben specifici che non sono correlati con gli organi, ma piuttosto con la postura.

È proprio su di essi che il terapeuta può agire attivando oppure bloccando la trasmissione degli impulsi nervosi di controllo.

In questi casi si ottiene un miglioramento delle prestazioni del sistema tonico posturale, che coinvolge ossa, muscoli, tendini, articolazioni e legamenti.

Si tratta di un’impostazione ad ampio raggio, resa possibile per la complessità delle innervazioni collegate.

Dopo aver evidenziato gli squilibri, la terapia agisce unicamente per ripristinare il corretto bilanciamento posturale, senza nessun intervento invasivo e senza l’assunzione di farmaci.

Un’adeguata gestione neuromuscolare è in grado non soltanto di alleviare il dolore, ma anche di risolvere i danni organici.

Gli strumenti di stimolazione dei punti auricolari intervengono con varie modalità, tra cui la più utilizzata è quella delle micro scariche elettromagnetiche, dato che gli aghi non sempre si rivelano risolutivi.

Il riequilibrio posturale è praticamente immediato e il paziente può riprendere a muoversi agevolmente oltre che a mantenere il proprio equilibrio statico.

Anche in caso di deficienze posturali acquisite ad esempio in conseguenza a traumi, incidenti o fratture, l’Auricoloterapia si rivela l’opzione migliore sia per la rapidità dei benefici ottenuti, sia per l’assoluta mancanza di ricadute.

Infatti, un intervento sulle fibre nervose di controllo consente di risolvere il problema alla base e non soltanto a livello sintomatologico (dolore).

Per raggiungere simili obiettivi è opportuno rivolgersi a specialisti altamente qualificati e specializzati in questo settore, che rimane ancora innovativo rispetto alle metodiche tradizionali.