Plagiocefalia Posturale

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Cos’è la Plagiocefalia Posturale?

La Plagiocefalia Posturale è un’anormalità cranica che dà luogo a un’asimmetria della forma della testa degli infanti. L’origine della parola è greca: “plagios” (“πλάγιος”) vuol dire “obliquo”, mentre “chefale” (“κεφαλή”) significa “testa”. La suddetta condizione è nota anche come sindrome della testa obliqua o sindrome della testa piatta del neonato.

Questa anomalia morfologica del cranio si contraddistingue per un appiattimento della parte posteriore della testa, in genere sul lato destro. Di solito, la testa di un individuo con plagiocefalia ha una forma tipica di un parallelogramma romboide: tratti comuni sono un occhio di dimensioni inferiori a un altro e un orecchio che si trova in posizione più avanzata. Le ossa craniche dei neonati non sono ancora fuse fra loro. Ragion per cui, essendo tenere e molli, sono facilmente modellabili. Solamente con la crescita, le ossa si fondono nelle suture craniche e cambiano di consistenza, fortificandosi.

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Di fatto, resistono meglio a eventuali urti e alle pressioni. Il meccanismo che favorisce il rafforzamento graduale delle ossa craniche è solamente uno dei molteplici processi di ossificazione relativi al corpo umano.

Quali sono le cause di Plagiocefalia?

Svariate sono le cause di plagiocefalia: quella maggiormente diffusa risiede nell’appoggio prolungato della testa sulla culla durante la notte. Lo stesso dicasi per il continuativo posizionamento supino nel corso dei sonnellini giornalieri. In questo modo, la regione cranica finisce inevitabilmente per andare incontro a una pressione anomala che, a lungo andare, può contribuire a modificare la forma del cranio dell’infante.

Oltre a questa causa, ve ne sono altre: in primo luogo, vanno considerate le varie problematiche tipiche della vita intrauterina. In caso di carenza del liquido amniotico, il nascituro correrebbe il rischio di subire alterazioni morfologiche del cranio. Altra possibile causa risiede nella nascita prematura. Durante l’attraversamento del canale cervicale, i neonati prematuri hanno maggiori probabilità che si verifichino anormalità craniche. Tutto questo, perché le ossa del loro cranio risultano più molli della media.

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A tal proposito, occorre sottolineare che le ultime settimane della gravidanza sono di cruciale importanza ai fini del consolidamento delle ossa craniche e a fortificarle il giusto, onde evitare intoppi e alterazioni quando viene attraversato il canale cervicale.

Altra causa riguarda la debolezza eccessiva della muscolatura del collo. Essere abituati a piegare il collo solamente da un lato, infatti, comporta l’assunzione di un’errata posizione. In questo modo, si registrerebbe un appiattimento di un solo lato della testa. Anche la craniosinostosi è responsabile della condizione in questione: si tratta dell’anomalia cranica, correlata alla fusione prematura delle suture craniche. Quella che, nello specifico, interessa la sutura lambdoidea, posizionata fra l’osso occipitale e le ossa parietali, risulta responsabile della plagiocefalia.

Epidemiologia

Con l’aumento dei casi di Plagiocefalia Posturale, negli ultimi anni questa condizione è più diffusa rispetto al passato. Le statistiche dimostrano che a soffrire di Plagiocefalia Posturale sono il 3% dei bambini di 2 anni, il 7% dei bambini di 1 anno, il 20% degli infanti di 4 mesi e il 16% dei neonati di 6 settimane. Siccome si tratta di una condizione alquanto ricorrente tra i neonati, la Plagiocefalia Posturale non è ascrivibile ad alcuna forma di patologia.

Sintomi e complicazioni

Il sintomo più evidente attinente all’asimmetria della forma della testa degli infanti è l’appiattimento monolaterale della zona posteriore del capo.

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Altre manifestazioni sono una guancia più gonfia dell’altra, un occhio più piccolo e un orecchio più avanti del dovuto.

Diagnosi

La diagnosi è piuttosto immediata, in quanto verte tutta attorno al tipico esame obiettivo. Il medico effettua la valutazione dei sintomi ed effettua poi approfondimenti più specifici, come ad esempio la TAC. Qualora sorgessero dubbi su una possibile craniosinostosi, verranno ultimate indagini, volte a implementare la giusta terapia.

A meno di particolari eccezioni, la plagiocefalia è una condizione che guarisce senza trattamenti medici, ma tramite tutta una serie di utili accorgimenti: le continue variazioni della posizione del neonato quando è ancora sveglio oppure lasciarlo dormire su un piano appena inclinato si rivelano molto utili al riguardo. A fronte di craniosinostosi della sutura lambdoidea, risulta spesso necessaria l’operazione chirurgica.

Trattamento

Il grado di gravità della plagiocefalia incide sulla tipologia di trattamento da adottare. Qualora l’appiattimento delle ossa craniche dovesse essere lieve, non occorreranno particolari cure. La guarigione dell’anomalia avverrà in modo del tutto naturale. I genitori, però, dovranno evitare inutili e prolungate pressioni sull’area occipitale del cranio. Quando il piccolo è sveglio, bisognerà evitare che appoggi di continuo la parte posteriore del capo sul primo ripiano nei paraggi. Una posizione prona, vale a dire vederlo adagiato sulla pancia, facendo in modo che non si addormenti, è un’ulteriore precauzione da adottare. Il capo dell’infante, pertanto, non deve in alcun modo essere soggetto a pressioni di troppo. Se nei primi momenti, la soluzione in oggetto dovesse rivelarsi piuttosto ostica, conviene lasciare dormine il neonato su un ripiano piatto oppure appena inclinato.

Nel corso dei giochi, conviene cambiare di continuo la posizione dei giocattoli che catturano la sua attenzione. In questo modo, il bambino risponderà muovendo la testa, anche quando si trova nella culla. Quando si porta il bambino a passeggio oppure quando si è in viaggio con lui, è sempre opportuno provvedere all’utilizzo di passeggini e di seggiolino che non arrechino una pressione prolungata in rapporto all’area posteriore del capo. Bisogna evitare che la testa del piccolo sia rivolta sempre all’indietro. In tal senso, un valido rimedio consiste nell’utilizzo di uno zaino porta bebè che consenta al genitore di tenere dinanzi a sé suo figlio. In questo modo, quest’ultimo non appoggerà la testa su qualche ripiano. I primi progressi di questi accorgimenti, a fronte di plagiocefalia di lieve entità, si manifestano nel giro di due mesi. In caso di alterazioni non eccessivamente gravi, è proprio il neonato con il passare dei mesi a ruotare più frequentemente il capo e a muoversi maggiormente, ripristinando la situazione alla normalità. Se questo è fattibile, il motivo di fondo va ricercato nel fatto che le ossa sono a tal punto elastiche da poter riprendere la loro forma normale.

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Diverso il discorso qualora l’appiattimento fosse più pronunciato: occorrerà un apposito trattamento medico, esattamente come nel caso di un evidente stato di debolezza dei muscoli del collo. La cura fisoterapica è tra le opzioni maggiormente suggerite. Vi sono, infatti, diversi esercizi che consentono di fortificare i muscoli del collo sin dalla tenera età e che permettono al piccolo di girare il capo da entrambi i lati. Girando con frequenza la testa sia sul lato destro sia su quello sinistro, il paziente vedrà sensibilmente ridotta la pressione precedentemente indirizzata su una zona sola. Se gli esercizi fisioterapici vengono effettuati in maniera tempestiva, si registrerà un considerevole aumento delle probabilità di andare incontro a una completa guarigione a fronte di plagiocefalia.

Non applicare questi suggerimenti contribuirebbe ad apportare ripercussioni permanenti. Solo in presenza di craniosinostosi, come già messo poco fa in evidenza, la strada dell’intervento chirurgico si dimostra la più conveniente. In questo modo, le suture craniche, che si sono fuse troppo precocemente, vengono separate.

Ricorrere all’utilizzo degli elmetti è efficace?

In svariati Paesi, i medici fanno affidamento a degli elmetti, noti come ortesi craniche, deputati a proteggere il capo da possibili pressioni. In questo modo, le anomalie morfologiche, tipiche della plagiocefalia, posso essere corrette. Tuttavia, negli ultimi anni, sono sorti dei dubbi al riguardo. Alcuni autorevoli addetti ai lavori sostengono che i suddetti elmetti apportino miglioramenti minimi, se messi in confronto a quelli garantiti dai suggerimenti citati prima; c’è poi da dire che le ortesi craniche sono alquanto scomode per i bambini e hanno costi elevato. In genere, si suole attendere il quinto mese di vita, solo se il riposizionamento non ha garantito risultati visibili. Bisogna comunque sempre attenersi alle indicazioni fornite dal medico. La durata del trattamento con ortesi modellante dipende dalla gravità della plagiocefalia.

Plagiocefalia e Postura: cosa sapere al riguardo?

Questa condizione, quasi sempre reversibile e benigna, risulta strettamente correlata a vizi posturali acquisiti nella culla o addirittura già all’interno dell’utero. Un mal posizionamento della testa, infatti, può dar luogo a tensioni muscolari e a un fastidioso torcicollo che si manifesta nei primi mesi di vita del neonato. Diverse sono le ripercussioni che interessano da vicino anche la postura. In riferimento alla sfera muscolo-scheletrica si instaurano deficit posturali a causa dell’asimmetria della mobilità cranica e della struttura ossea. A risentirne in maniera evidente sono in modo particolare la colonna vertebrale e l’osso sacro. Tra i deficit posturali più evidenti, bisogna citare i casi di scoliosi, di alterazioni dell’arco plantare, di dimorfismi degli arti inferiori. A essere influenzata dalla Plagiocefalia Posturale è anche la sfera dell’occlusione dentale con disturbi che riguardano l’articolazione temporo-mandibolare.

Se la Plagiocefalia Posturale non viene curata tempestivamente, si possono registrare anomalie in termini di mobilità che coinvolgono le ossa temporali e quelle mascellari: il paziente in tenera età si espone a elevati rischi di sinusiti ricorrenti, otiti, infezioni alle vie respiratorie, rinite e deficit visivi, come ad esempio lo strabismo.

In caso di limitazione del foro lacero posteriore, situato alla base del cranio, possono verificarsi diversi sintomi che portano a concrete alterazioni di funzioni, come la suzione o la deglutizione. Le reazioni più frequenti dei suddetti disturbi danno luogo a frequenti rigurgiti dopo le poppate, vomito, coliche gassose, diarrea, stipsi, irritabilità, insonnia. Se a essere irritato, poi, è in modo particolare il nervo accessorio, possono esserci tutti i presupposti di esporre ai rischi del torcicollo miogeno congenito. In questo caso, il paziente vede indebolirsi la muscolatura cervicale.

Come correggere la suddetta asimmetria della testa? Tramite tecniche osteopatiche craniali che assicurino il regolare sviluppo fisiologico dell’encefalo. Il vantaggio principale delle tecniche osteopatiche è che non presentano controindicazioni o effetti collaterali di alcun tipo: questo vuol dire che i piccoli pazienti vedono risolti gli stiramenti articolari, fluidici e membranosi che coinvolgono non solo il cranio, ma anche la colonna vertebrale e il rachide cervicale.

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In questo modo, quindi, risulta decisamente più semplice evitare problemi che in genere si manifestano con la crescita, come ad esempio i problemi scoliotici.

Cura e Terapia

Consultare un Osteopata risulta fondamentale, perché si occuperà di ripristinare l’integrità strutturale. Lavorando sulla continuità dei fluidi, il corpo del paziente affetto da Plagiocefalia Posturale sarà in grado di mettere in pratica il processo di auto guarigione. I disturbi alla colonna vertebrale, ad esempio, possono essere trattati solo in seguito a un’accurata osservazione del neonato. La cura allevierà le tensioni alla colonna vertebrale e il movimento delle ossa craniche ritornerà a essere buono. Ai tessuti, poi, verranno restituite le loro funzioni, ma solo in seguito a risposte alle sollecitazioni circostanti.

Un trattamento nei confronti della Plagiocefalia Posturale apporta vari benefici ai neonati che ne risentono: suzione e deglutizione migliorano, la qualità del sonno ne trae giovamento, si rafforza il sistema immunitario, perché vengono ridotti i casi di incidenza di infezioni frequenti, come faringiti, riniti, otiti. Si contrasta con efficacia ogni disturbo respiratorio che affligge i più piccoli. Classico è l’esempio dell’asma.