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 Dio disse a Mosè: «Io sono colui che è!»

Esodo 3:14

 La Coesistenza della Dinamica Posturale 

Con il termine Postura non è possibile individuare un’immagine, qualcosa di statico e fissabile in un’unica definizione, ma piuttosto un processo dinamico in continuo divenire.

Ciò che comunemente definiamo Postura è costruito sulla base di un meccanismo circolare che collega la corteccia cerebrale e la periferia corporea in un continuo dialogo in cui i messaggi che transitano sono dati sensoriali (esterocettivi e propriocettivi) che dalla periferia corporea informano la corteccia cerebrale, che raccoglie queste informazioni e le “ordina” in un contesto di significato denominato schema corporeo: l’immagine del nostro corpo costruita rispettando il criterio della quantità di terminazioni sensoriali presenti nei distretti.

A sua volta la rappresentazione corticale dei distretti corporei manda informazioni, istruzioni e ordini relativi alle eventuali modifiche da apportare alle posizioni dei distretti, all’eventuale sequenza di contrazioni e rilassamenti muscolari necessari a produrre un determinato movimento richiesto da un cambiamento nell’ambiente in cui viviamo.

La funzione macroscopica del meccanismo della dinamica posturale è quella di mantenere l’omeostasi, cioè quell’equilibrio interno del sistema biologico umano che ne garantisce la vita.

Inoltre, allargando la prospettiva, si può individuare un secondo processo circolare, più ampio, che tiene in continua comunicazione l’uomo con il suo ambiente. Mentre il primo processo (circuito corteccia cerebrale-periferia corporea), è profondamente “biologico”, il secondo processo, più ampio, è squisitamente relazionale.

Il corpo umano, infatti, è in continua relazione con l’ambiente nel quale vive e con tutti gli altri esseri umani che lo abitano. L’ambiente, l’incontro con l’altro, il “fuori da me”, continuamente ci toccano, ci sfiorano, ci chiedono reazioni, aggiustamenti e adattamenti e la reazione a questi stimoli si esplica attraverso una continua modificazione morfologica e un continuo adattamento a queste richieste.

Ogni relazione produce delle modificazioni e degli aggiustamenti pertinenti all’area biologica e ogni adattamento biologico ha funzione adattiva e relazionale.

La realtà non è fissabile, non è fotografabile: la realtà è costantemente diversa da sé stessa perché è costruita dai dati sensoriali integrati dialetticamente con la variabile del Tempo, che rende ogni frammento di realtà degli esseri viventi Evoluzione.

 

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