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I processi immaginativi e l’azione biologica del sistema muscolo-scheletrico sono una funzione neuro-fisiologica integrata.

Ogni qualvolta ci interroghiamo o immaginativamente sulla presenza e la forma di un distretto anatomico, attiviamo a livello corticale quei neuroni che coordinano l’azione e la funzione di quel distretto periferico.

Questa attivazione neuronale ci da conferma concreta della veridicità della domanda che ci siamo posti.

body-mind

 

Se ad esempio immaginiamo la forma e le dimensioni del bicipite brachiale, il tono di quest’ultimo muscolo si modifica in modo da darci conferma tra all’immagine mentale che abbiamo elaborato e alla realtà concreta (Ruggieri 2001).

L’attivazione periferica dei distretti anatomici cui sono sottoposti ad attenzione immaginativa, ci da informazioni neuronali di ritorno attraverso l’aumento di segnali sensoriali provenienti dall’interno e dall’esterno. Questi segnali, che vengono chiamati feedback enterocettivi ed esterocettivi, concorrono a dare conferma tra astrazione e concretezza immaginativa.

body-awareness

Ogni qualvolta mi interrogo sulla forma e dimensione del mio corpo, tutte le informazioni che tornano indietro, attraverso l’attivazione periferica, modificano l’immagine corticale da cui sono partito.

Questo processo neuro-fisiologico viene chiamato Sintesi Astraente.

La sintesi astraente, è quel processo che ci permette di costruire immagini corticali partendo da informazioni che provengono dalla periferia.

Per fare un esempio pratico, possiamo percepire ad occhi chiusi la forma e le dimensioni di un oggetto che teniamo in mano attraverso il contatto.

Ciò che percepiamo subisce una sintesi corticale diventando un immagine concreta.

L’immagine creata attiva in maniera circolare i recettori periferici che concorrono a darci conferma di ciò che corticalmente abbiamo elaborato.

Questo processo è polifasico, circolare e in continuo divenire tra centro e periferia (Ruggieri 2001).

Alla fine dell’esperienza, aprendo gli occhi, abbiamo la possibilità di entrare in contatto con la realtà oggettiva di ciò che abbiamo immaginato, quest’ultimo processo concorre ancora a confermare le informazioni che dalla periferia tornano a livello centrale, rimodulando nuovamente i processi immaginativi e riorganizzando la periferia.

Queste constatazioni  risultano essere di enorme utilità pratica nella costruzione dell’intervento clinico in merito alla riorganizzazione dello schema corporeo.

L’intervento può viaggiare in due direzioni:

  1. Attivazione periferica
  2. Attivazione centrale corticale

Crediamo che l’intervento debba viaggiare contemporaneamente in entrambe le direzioni, attraverso l’attivazione circolare tra centro e periferia.

Per fare un esempio che sembrerebbe banale, immaginiamo che due amici si vogliano incontrare. Entrambi vivono in due città diverse, ad esempio uno a Roma e uno a Milano. Se decidono di incontrarsi in una delle due città, uno di loro deve partire ed affrontare un viaggio lungo e dispendioso. Se invece decidono di incontrarsi a metà strada, per entrambi il viaggio sarà meno lungo, più economico ed entrambi avranno, allorquando si incontreranno da raccontarsi in merito al viaggio che hanno intrapreso.

 

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