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Le posizioni che nell’arco della somministrazione del protocollo nel trattamento delle Scoliosi sono state indicate sono 5 e sono state variate con un ordine ben preciso e ripetute con una ciclicità settimanale.

La Prima Posizione nel trattamento delle Scoliosi

La prima (figura 12) era semplicemente con il bambino/a in stazione eretta, in posizione più rilassata possibile, braccia lungo i fianchi e bocca socchiusa senza denti a contatto. Questa posizione cerca di  riproporre la postura che il bambino/a assume nella maggior parte della quotidianità, ossia quando è in piedi e soprattutto quando è rilassato e senza pensieri.

Prima Posizione

La Seconda Posizione nel trattamento delle Scoliosi

La seconda posizione (figura 13) è sempre in stazione eretta, con l’unica differenza che le braccia sono sollevate con il gomito che forma un angolo di 90°; ho scelto questa posizione per dare al bambino/a la possibilità di avere una maggiore visione del tronco ed aver un’ulteriore punto di riferimento per correggere un’eventuale dislivello degli arti superiori e/o spalle. È opportuno fare una precisazione; le ripetizioni svolte in questa posizione comprendevano la possibilità di tirar giù le braccia durante la pausa tra una ripetizione e l’altra. L’analisi del corpo viene effettuata dai bambini/e su mie indicazioni; all’inizio del protocollo d’intervento ho chiesto di iniziare la auto-valutazione dall’appoggio dei piedi, salendo al bacino, l’angolo della taglia fino ad arrivare alle spalle e collo.

Seconda Posizione

La Terza Posizione nel trattamento delle Scoliosi

La terza posizione (figura 14) è totalmente diversa dalle altre, difatti il bambino/a è seduto su una sedia. Le caratteristiche di quest’ultima sono le braccia lungo i fianchi, bocca chiusa e denti non a contatto; per quanto riguarda gli arti inferiori, essi devono formare un angolo di 90° in tutte le articolazioni: coxo-femorale, del ginocchio e della caviglia; per permettere questo ho aggiunto un tappetino sotto i piedi di alcuni bambini/e. Essa è stata scelta per simulare la posizione che tutti devono assumere durante l’orario scolastico, durante i pasti o durante lo studio pomeridiano.

Terza Posizione

 

La Quarta Posizione nel trattamento delle Scoliosi

La quarta posizione (figura 15) è identica alla precedente, con l’unica variazione riguardante gli arti superiori che vengono posizionati all’altezza delle spalle con l’articolazione del gomito a 90°; come per la seconda posizione, questa modifica è nata con l’idea di facilitare il compito a livello di punti di riferimento da valutare. Vorrei segnalare alcuni commenti, secondo me significativi, che i bambini/e facevano durante e/o dopo le sedute di auto-correzione; loro lamentavano dolori muscolari immediati soprattutto a livello del rachide dorsale, lamentavano fastidi proprio dove, tramite lo Screening posturale, avevamo riscontrato deformità o “difetti” da dover correggere. Un ulteriore indicazione che fornivano era la sensazione di sentirsi “DRITTI” durante la auto-valutazione allo specchio e di trovarsi “STORTI” durante la respirazione completa e a modifica posturale avvenuta.

Questo, per noi, è fondamentale e molto importante in quanto è la dimostrazione che tutti avevano una percezione del corpo errata e che il protocollo di intervento stava avendo e suscitando le sensazioni che avevamo posto come obiettivo iniziale.

Quarta Posizione

La Quinta Posizione nel trattamento delle Scoliosi

La quinta (figura 16), ed ultima posizione, è una sorta di scommessa. Il bambino/a è in ginocchio con braccia lungo i fianchi. Abbiamo scelto questa posizione per estraniare dall’auto – valutazione gli arti inferiori intesi come appoggio podalico e per mettere in evidenza eventuali dislivelli a livello del bacino ed articolazione coxo – femorale. L’esecuzione dell’esercizio è identica alle altre con l’unica variante del rilassamento tra le ripetizioni, che avviene appoggiando i glutei ai talloni per poi ripartire con la sequenza successiva.

Quinta Posizione

È opportuno precisare che tutti i bambini/e sono riusciti a svolgere tutte le esercitazioni e non devo segnalare particolari difficoltà o imprevisti capitati durante il protocollo d’intervento. Tutti i pazienti hanno però sofferto fisicamente la somministrazioni di tali sedute in quanto, soprattutto nelle prime settimane, l’auto – correzione risultava dolorosa e fastidiosa. Vorremmo segnalare che l’80% dei bambini/e ha avuto serie difficoltà nell’apprendere la procedura di esecuzione in quanto non riusciva ad auto – correggere le deformità posturali pur avendole analizzate ed individuate. Questo accadeva perché tutti loro non avevano la giusta percezione del corpo e della posizione dei vari segmenti corporei, sottolineando ancora di più l’importanza degli obiettivi che il protocollo d’intervento voleva raggiungere. È pur vero che queste difficoltà sono diminuite con il passare delle settimane, come è migliorata la capacità dei bambini/e di correggere i dislivelli individuati.

Dott. Matteo Luzi

Chinesiologo Posturologo

 

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