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Cicatrici e Postura

Sono tanti coloro che devono convivere con delle cicatrici in svariate aree del corpo. Ognuna di essa ha delle caratteristiche specifiche che non bisogna prendere sotto gamba in quanto gli effetti sulla salute possono essere molto importanti. D’altronde non tutti sanno che il tessuto cicatriziale è molto più rigido e resistente rispetto a quello originario. Il che vuol dire che non ha la stessa elasticità della pelle integra: ma è bene prestare grande attenzione in quanto è facile che possano svilupparsi infiammazioni e problemi funzionali marcati collegati alla postura. Trovare il modo giusto per non andare incontro a fastidiosi dolori è possibile: ancor di più se si pensa che la diffusione elevata di tale disturbo ha acceso l’interesse di esperti in materia che hanno come obiettivo primario quello di fornire la migliore soluzione possibile. Bisogna però adeguatamente conoscere il meccanismo che riguarda non solo la formazione delle cicatrici patologiche, ma anche legato alla loro cura. Porre rimedio ad un problema del genere è molto importante e non è impossibile. Ecco dunque una dettagliata panoramica su tutto quello che occorre sapere. Ciò permetterà di avere a disposizione un rimedio alla portata di tutti coloro i quali vogliano dire addio alle conseguenze negative di una cicatrice fisica.

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Cosa occorre sapere sulle cicatrici

Prima di entrare nel dettaglio in merito alla stretta correlazione che intercorre tra le varie tipologie di cicatrici e la postura è bene conoscerne alcuni aspetti fondamentali. Molti le accomunano con le smagliature eppure esse differiscono per diversi aspetti da esse. In primo luogo è bene precisare che la cicatrice ha il compito di connettere i tessuti circostanti, rimasti illesi o comunque in grado di partecipare alla guarigione della ferita. Dunque si parla di tessuto fibroso che serve a riparare le ferite di vario genere e anche a sanare perdite di sostanza non solo dei tessuti, ma anche degli organi. Si forma tessuto cicatriziale ogni qualvolta si verifichi un’interruzione della continuità della cute dopo un evento che possa essere traumatico o patologico. Inevitabilmente i segni delle cicatrici possono essere poco graditi per le persone: ecco perché molti ricorrono a prodotti a base di acido ialuronico o anche a soluzioni chirurgiche come la blefaroplastica. Parlando da un punto di vista prettamente clinico, la cicatrice si mostra come una superficie liscia e priva di peli oltre che di colore diverso rispetto al tessuto che la circonda. Il tessuto che la costituisce è molto diverso rispetto a quello originario ed è di qualità decisamente minore: non a caso infatti le cicatrici cutanee sono più sensibili anche ai raggi UV. Il processo cicatriziale non va considerato come una situazione patologica, bensì come una risposta normale dell’organismo che tende in maniera autonoma a rimarginare aperture della pelle o dei tessuto interni. La durata e il risultato del processo che comporta la formazione di cicatrici dipendono molto dalle dimensioni della ferita, ma anche dalla zona e dalla profondità della stessa. Il che significa che c’è una certa variabilità di persona in persona sul tempo di cicatrizzazione.

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Le cicatrici sono tutte uguali?

Un’altra credenza comune ma comunque errata è che le cicatrici siano uguali in qualsiasi zona del corpo e soprattutto in qualsiasi aspetto esse possano presentarsi. Durante la cicatrizzazione si possono presentare delle alterazioni per eccesso, nel caso della cicatrice ipertrofica, o per difetto, per quella atrofica. La prima è quella in cui il tessuto cicatriziale si forma in maniera eccessiva e rimane oltre che rilevato rispetto alla pelle circostante, anche particolarmente dolente. Nel caso invece di quella atrofica si può dire che il tessuto che si forma non è sufficiente e l’area appare di aspetto depresso, tendenzialmente secco. Un discorso differente invece va fatto in merito al cheloide che non è altro che una crescita anormale di tessuto fibrotico che supera abbondantemente i margini della ferita iniziale, deformando la cute circostante. Esso appare estraneo alla zona anatomica dove si trova e può comportare fastidioso prurito. Il cheloide si manifesta come una cicatrice in rilievo e particolarmente evidente dalla superficie liscia e lucida. Tende ad avere un colore rosso-violaceo in quanto è attraversata da grossi vasi sanguigni. Col passare del tempo il cheloide può anche aumentare le sue dimensioni sviluppando delle estroflessioni che potrebbero risultare poco gradite da un punto di vista estetico. Oltre a considerare l’aspetto negativo a livello psicologico: un cheloide può determinare il continuo bisogno di giustificazioni oltre ad un senso di inadeguatezza e la vergogna nel non poterlo nascondere. Senza dimenticare che in molti casi può risultare limitante anche per un corretto movimento.

Come agiscono le cicatrici sulla postura?

Ci sono alcune cicatrici che potrebbero creare problemi anche alla postura di una persona. Questo aspetto non è affatto secondario dato che lo stato di salute di un soggetto potrebbe essere per certi versi alterato e andare incontro a conseguenze certo non piacevoli. In particolare si può parlare delle cicatrici patologiche che sono quelle in questione quando si parla di disturbi posturali. Esse possono determinare una trazione a livello cicatriziale che inevitabilmente finiscono per ripercuotersi sui tessuti sottostanti come la fascia connettivale, i vasi e nervi, oltre che sulle fibre muscolari. C’è un’alterazione per fasce dunque che determina un propagarsi di tali disturbi fino alle zone più lontane dalla cicatrice stessa. L’organismo quindi altera il suo assetto e compare la sintomatologia come dolore e limitazioni nei movimenti soprattutto nella zona opposta, simmetricamente parlando, a quella della cicatrice. Per quanto concerne invece una cicatrice ipertrofica o cheloide si può dire che riesce ad alterare parzialmente o quasi totalmente la funzione dei recettori della pelle. Perciò viene innescata una risposta anomala principalmente nel tratto muscolo-scheletrico. Questo è il motivo alla base di dismetrie funzionali e, in casi più gravi, può formarsi anche una falsa curva scoliotica.

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Il meccanismo alla base della formazione delle cicatrici

Parlare un pò in “chimichese” aiuterà sicuramente a comprendere meglio il perché oggi abbondino i prodotti con acido ialuronico o i trattamenti estetici con botulino. Motivo per cui è bene partire dalla matrice extracellulare, elemento cruciale in questo ambito. Con questa definizione si intende l’insieme di acido ialuronico, collagene e piccole molecole quali i glicosamminoglicani che garantiscono elasticità agli strati superficiali della pelle. Per capire l’importanza di questa componente è bene ricordare che ogni organo è formato da una serie di cellule immerse in una sorta di gel fatto di acqua e matrice extracellulare. La sua consistenza varia in base all’area del corpo in cui si trova: un menisco, per esempio, avrà certamente una matrice più resistente alle compressioni mentre il tessuto muscolare è avvolto da una fascia più elastica che assolve al meglio le funzioni dei muscoli del corpo. I miofibroblasti sono le cellule che si contraggono in base alle reazioni del corpo e che permettono di assorbire nel modo migliore gli sforzi fisici. Essi esercitano delle contrazioni lente che permettono di rimodellare la matrice extracellulare così da fissare la postura e limitare un dispendio energetico importante. Sono proprio queste cellule che determinano una corretta funzione muscolare che potrebbe risultare alterata in seguito al processo di cicatrizzazione. Motivo per cui bisogna conoscere attentamente tale meccanismo per essere certi di avere l’approccio giusto. Anche da un punto di vista fisico mediante l’ausilio della ginnastica posturale.

Ginnastica posturale utile per le cicatrici

Bisogna considerare che le cicatrici non vanno fatte toccare a personale non qualificato o a persone che non abbiano le giuste competenze. La cosa principale da sapere è che lo specialista deve individuare accuratamente l’entità dell’influenza che essa è in grado di generare sulla salute complessiva dell’organismo. Ovviamente bisogna ben valutare ogni caratteristica della cicatrice: dalla sua dimensione alla collocazione fino ad arrivare al grado di disturbo per muscoli e per le ossa. Senza trascurare che ci possono essere delle condizioni in cui anche alcuni organi potrebbero risentire negativamente della presenza di cicatrici. Un test di valutazione garantisce un supporto efficiente alla persona anche dal punto di vista psicologico, oltre che fisico: in tal senso la ginnastica posturale può diventare un grande beneficio per il benessere del corpo.

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I rimedi principali contro le cicatrici patologiche

Il sistema posturale dunque va accuratamente modificato e riprogrammato così da essere certi che le cicatrici patologiche non degenerino. La cicatrice può infatti contribuire in maniera importante al mantenimento di vari disturbi statici che possono causare dolori riflessi responsabili della patologia a livello cutaneo. I primi elementi di un idoneo trattamento di questo tipo di cicatrici per evitare danni posturali rilevanti sono diversi, partendo da alcuni e semplici metodi. Il primo viene considerato come il più dolce e serve a lavorare la cicatrice così che diventi meno ipertrofica e quanto più morbida possibile. Il lavoro che bisogna fare non è altro che una serie di procedure di impastamenti e pinzamenti, oltre che di stiramenti fatti nella zona lunga della cicatrice. Potrebbero essere molto utili anche dei trattamenti con il freddo, massaggiando per qualche secondo con un cubetto di ghiaccio fino ad arrivare ad un’anestesia quasi completa nella zona di interesse. Il trattamento deve essere fatto quotidianamente in maniera tale che la cicatrice patologica non diventi in alcun modo un problema per la postura fisica. Un’altra valida opzione è il trattamento con il laser che permette di irradiare la cicatrice. Tale tecnica va messa in atto un paio di volte alla settimana e per tempi alquanto lunghi finché la cicatrice conservi il suo aspetto patogeno. Ci sono poi le infiltrazioni che delimitano la vascolarizzazione dei tessuti. Le sostanze che vengono usate sono analgesici per uso locale e si inietta mediante delle siringhe particolari che permettono di far assorbire il farmaco precisamente dove è localizzata la cicatrice.

Conclusioni

Ogni cicatrice va valutata e va messa in relazione al sistema tonico posturale. Viceversa se siamo in presenza di un alterazione della postura con conseguente sintomatologia, è opportuno accertarsi che non ci siano cicatrici che perturbano il sistema. Spesso si riscontrano in clinica persone che presentano sintomatologia di vario genere, mal di schiena, mal di testa, dolori osteoarticolari e anche disfunzioni agli organi interni, che sono recidivi a ogni trattamento, non riescono a trovare una soluzione e la giusta terapia, il dolore non scompare mai o non del tutto o ritorna a distanza di tempo. Questi soggetti a volte sono portatori di cicatrici patologiche che alterano il sistema.
Qualora siamo in presenza di una cicatrice patologica che perturba il sistema, deve essere trattata con indicazione prioritaria altrimenti ogni trattamento può risultare vano.

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