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Quando l’alluce devia dalla sua posizione originale e si sposta verso le altre dita, formando un angolo innaturale, si verifica un disturbo molto comune denominato alluce valgo. Questa deformità del piede, oltre al danno estetico, provoca dolore e alterazione della funzionalità, compromettendo la qualità della vita di chi ne soffre.

L’alluce valgo può colpire chiunque ma affligge prevalentemente le donne in età matura, soprattutto se vi sono casi in famiglia. Dipende da una predisposizione genetica aggravata dall’uso di calzature scomode. Quando si presenta è importante prendersene cura perché può provocare seri problemi che vanno dal dolore intenso alla difficoltà a camminare. Nei casi meno gravi la chirurgia può attendere e alcuni semplici esercizi posturali possono aiutare.

Ecco una guida completa sull’alluce valgo: cause, sintomi, rimedi e il ruolo fondamentale della ginnastica posturale per la prevenzione e il trattamento.

Distorsione della Caviglia 1

Che cos’è l’Alluce Valgo

L’alluce valgo è una deformazione della parte anteriore del piede conseguente alla deviazione laterale del primo dito (alluce) verso le altre dita.

Questa deviazione determina la formazione della classica cipolla, una sporgenza ossea all’altezza della prima testa del metatarso (cioè all’attaccatura del dito) che causa difficoltà a calzare scarpe chiuse. Più la protuberanza è evidente tanto più alto è il rischio che compaia la borsite, un’infiammazione molto dolorosa generata dallo sfregamento con la calzatura.

La difficoltà a trovare scarpe idonee non è l’unica conseguenza negativa dell’alluce valgo. Questa deformità si accompagna ad una limitazione funzionale e quindi ad un progressivo danno articolare. Se il problema viene trascurato o solo tamponato, la deviazione tende ad aggravarsi fino a coinvolgere anche le altre dita del piede e a determinare disturbi posturali sempre maggiori. Il consiglio, perciò, è di andare da un medico specialista al fine di avere una corretta valutazione e una terapia adeguata al proprio caso.

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Quali sono i sintomi dell’Alluce Valgo

La progressiva deviazione laterale dell’alluce del piede verso le altre dita provoca il conseguente valgismo dell’osso metatarsale in direzione opposta a quella del dito. Questa dislocazione è responsabile della tipica tumefazione a forma di cipolla sul bordo esterno del piede nota, in gergo medico, come esostosi, che altro non è che una forma di borsite. La cipolla può anche gonfiarsi e provocare un dolore così intenso da non riuscire a calzare le scarpe e camminare. Inoltre, all’altezza della sporgenza ossea, la pelle può arrossarsi e presentare ipercheratosi, cioè un aumento eccessivo dello strato epiteliale.

Col passare del tempo il disturbo tende a peggiorare, esacerbato dall’uso di calzature inadeguate (ad esempio, scarpe con la punta stretta, troppo rigide, con il tacco alto, ecc.). Il valgismo dell’alluce può diventare talmente marcato da interessare anche le altre dita, provocando una deformazione di queste ultime, che assumono una forma a martello. Il dito a martello è caratterizzato da una curvatura, più o meno rigida, dell’articolazione intermedia del dito stesso, con il classico atteggiamento ad artiglio. Tale flessione, a causa dello sfregamento contro la calzatura, favorisce la formazione di calli e dolorose piaghe dorsali.

Talvolta le modificazioni a carico dell’articolazione dell’alluce determinano un’alterazione della meccanica del piede e costringono il paziente a camminare in modo sbagliato, con il rischio di assumere posture scorrette nel tentativo di non sentire il dolore. In più, l’alterata ripartizione del carico sulla parte anteriore del piede ha ripercussioni sulla colonna vertebrale, sulle anche e sulle ginocchia. Nello specifico, può favorire l’insorgenza di ginocchio valgo, rigidità delle anche e accentuazione della curva lombare. Sempre a causa della mutata distribuzione del peso si assiste alla formazione di callosità sulla pianta del piede.

In sintesi, i sintomi di alluce valgo sono:

  • Formazione di una protuberanza all’altezza del primo osso metatarsale
  • Dolore, soprattutto per sfregamento con le calzature
  • Arrossamento e gonfiore
  • Callosità e ulcerazioni
  • Deformità delle altre dita (dita a martello)
  • Compromissione della meccanica del piede
  • Difficoltà a camminare
  • Difficoltà a trovare calzature idonee
  • Danno estetico
  • Alterazioni della Postura

Insorgenza

L’alluce valgo è più frequente nelle donne rispetto agli uomini, quindi la causa è da ricercare nell’uso di calzature non idonee, non solo scarpe con il tacco alto, ma anche a punta stretta. Non bisogna però sottovalutare, tra i fattori implicati nella genesi di questa deviazione, la predisposizione familiare e la presenza di malformazioni congenite. Il valgismo dell’alluce è legato all’età, infatti di solito compare dopo i 40 anni, ma esiste anche l’alluce valgo giovanile, che si manifesta più frequentemente nelle femmine in età evolutiva, pur non dipendendo dal tipo di calzature utilizzate.

L’alluce valgo può comparire per una serie di cause, tra cui:

Cause congenite: le persone che presentano anomalie congenite della struttura ossea o articolare del piede, come piede piatto o piede cavo-valgo, sono maggiormente predisposte a sviluppare, nel corso degli anni, l’alluce valgo. Di solito chi soffre di questa patologia ha in famiglia un genitore o un nonno con la stessa invalidante deformità. In questi casi si parla di alluce valgo primitivo perché non ci sono altri fattori scatenanti che ne predispongano la formazione.

Cause acquisite o secondarie: a volte a determinare l’alluce valgo possono essere cause acquisite. Le calzature scomode e inadeguate alla fisiologia del piede rappresentano la causa principale di alluce valgo acquisito in quanto costringono l’alluce in una posizione innaturale o a un’eccessiva pronazione del piede. Le scarpe con il tacco alto, ad esempio, aumentano il carico sull’avampiede, alterando la biomeccanica del piede, mentre quelle con la punta stretta o troppo piccole spingono l’alluce in una posizione “in valgo”. La deviazione può svilupparsi anche quando si cammina in maniera scorretta, come nel caso del piede pronato tipico delle donne in menopausa, che consiste nel girare troppo il piede verso l’interno durante la camminata, costringendo l’avampiede a sorreggere tutto il peso del corpo.

In alcuni casi, l’alluce valgo si osserva nel corso di malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, degenerative, come la sindrome iperpronatoria, e infiammatorie, come la gotta. Altri fattori che favoriscono la deviazione dell’alluce in valgo sono la lassità legamentosa e muscolare dei flessori dell’alluce, la lunghezza del primo metatarso, la malattia di Marfan, ecc.

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Come si diagnostica

Anche se la deformità è molto evidente, per diagnosticare l’alluce valgo è necessaria una visita specialistica ortopedica. Una radiografia con carico sul piede (cioè in posizione eretta) permette di valutare la gravità della patologia. Per affinare meglio la diagnosi lo specialista può avvalersi dell’esame baropodometrico che fornisce informazioni circa la ripartizione dei carichi pressori sul piede sia in posizione statica sia dinamica. Questo esame permette anche di stabilire l’angolo esatto del valgismo tra alluce e piede.

Dopo la diagnosi, sarà lo specialista a indirizzare il paziente verso la cura più adeguata. Visto che l’alluce valgo, con il tempo, tende ad aggravarsi, dopo aver stabilito l’entità dell’alterazione, il medico definirà un protocollo di cura che si adatti alle esigenze del paziente. Una volta stabilita la gravità della patologia, si determina se il paziente è curabile con un trattamento conservativo o se è necessario un intervento chirurgico.

I possibili rimedi conservativi

Il trattamento conservativo dell’alluce valgo consiste in una serie di accorgimenti che possono essere utili nelle fasi iniziali della malattia per alleviare i sintomi ma che, è bene precisare, non possono far regredire la deformità. Una volta comparso, infatti, il valgismo può essere corretto solo con la chirurgia.

Le misure sono tante e dipendono dal singolo caso:

  • Evitare la stazione eretta a lungo.
  • Calzare scarpe adeguate con pianta larga e tacco basso. Nel dettaglio, queste devono riprendere la forma naturale dell’arco plantare, garantire sostegno, proteggere dagli urti e contenere il piede. È necessario un tacco che non superi i 5 centimetri perché se supera questa altezza va a sovraccaricare l’avampiede e accorcia il tendine d’Achille. La suola si deve adattare comodamente al tallone e la parte anteriore deve concedere il giusto spazio alla punta del piede.
  • Usare plantari ad hoc che aiutino a riallineare le ossa del piede. Si tratta di solette da infilare nelle calzature, utili non solo per alleviare il dolore ma anche per equilibrare la pressione che il corpo esercita sul piede. Il plantare può prevenire la deviazione dell’alluce quando quest’ultimo è a rischio per la presenza di un piede piatto. Esistono anche divaricatori, notturni o diurni, che servono a dividere l’alluce dal secondo dito, cuscinetti adesivi che vanno a coprire l’esostosi e speciali stecche pensate per ricollocare l’alluce nella sua posizione corretta.
  • Indossare l’ortesi plantare correttiva. Questi speciali presidi ortopedici realizzati a regola d’arte da professionisti qualificati, come il podologo o il tecnico ortopedico, possono, in alcuni casi, limitare l’evoluzione dell’alluce valgo.

È bene affiancare a queste misure un lavoro con un posturologo per la ricerca delle cause che hanno generato l’alluce valgo e l’esecuzione di esercizi specifici per la correzione della deformità.

Distorsione della Caviglia 4

Alluce Valgo e posturologia

Le soluzioni che migliorano il difetto estetico intervengono solo sull’osso e non sui muscoli del piede, i veri responsabili dell’alluce valgo. Infatti, se l’alluce si è deformato è perché i suoi muscoli hanno smesso di funzionare. Intervenire solo sull’osso, quindi, non risolve il problema.

Per eliminare definitivamente la deformazione e il dolore occorre intervenire sulla causa del problema, cioè sui muscoli del piede. Quello che serve, in sostanza, è un approccio olistico del valgismo, che impone di osservare la patologia considerando l’intera postura.

Se è vero che il piede piatto favorisce l’insorgenza dell’alluce valgo, lo è altrettanto che il piattismo, a sua volta, è determinato da problematiche posturali e, in particolare, dal cosiddetto habitus astenico, ovvero quel portamento da persona che ha perso le forze e sembra quasi “schiacciata” dalla gravità. In questo caso la responsabilità della deviazione può essere attribuita alle catene muscolari accorciate per eccessivi stati di tensione e stress.

La ginnastica posturale è un trattamento più lungo ma preferibile alla chirurgia perché il valgismo dell’alluce è la punta di un iceberg. A monte ci sono alterazioni posturali provenienti dalla parte alta del corpo. Per esempio, il piede risente sempre dei disturbi della deglutizione. La catena muscolare glosso-podalica collega direttamente la lingua all’alluce, di conseguenza disfunzioni di questa catena si trasmettono fino ai piedi, causando spesso alluce valgo.

Per riportare l’alluce in posizione corretta si può intervenire con un approccio posturale, associando eventualmente plantari o distanziatori.

Ginnastica Posturale

Cosa occorre fare in caso di alluce valgo? Per prima cosa è necessario effettuare un attento esame posturale con un professionista per individuare la cause delle alterazioni podaliche e la conseguente terapia posturale idonea. Poi è necessario effettuare degli esercizi specifici che coinvolgano tutti i distretti muscolari che possono aver causato tale patologia, e non solo la zona in cui si manifestano i sintomi.

Ecco una carrellata dei più comuni esercizi posturali per l’alluce valgo da eseguire sia in fase di prevenzione sia per alleviare il dolore e rimandare il più possibile l’intervento:

1. In posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, sistemare una pallina di gommapiuma sotto la pianta del piede e farla roteare dolcemente dal tallone fino alle dita, soffermandosi per qualche secondo su falangi, arco plantare e tallone.

2. Seduti su una sedia, sollevare le ultime 4 dita del piede, lasciando l’alluce a terra.

3. Seduti come nell’esercizio precedente, alzare l’alluce mantenendo le altre 4 dita a terra.

4. Prendere l’alluce e il V dito del piede e staccarli dalle altre dita. Quindi incrociare le dita della mano con quelle del piede. Per ultimo, massaggiare le dita del piede mimando il gesto di aprire un tappo di bottiglia.

5. Seduti su una sedia con le gambe distese, flettere la caviglia verso lo stinco. Poi sporgersi in avanti, afferrare l’alluce con la mano dello stesso lato e tirarlo indietro il più possibile.

6. In posizione supina, cioè a pancia in su, con le gambe distese e le braccia parallele ai fianchi, sollevare il ginocchio puntando l’alluce verso il basso e mantenendo il tallone alzato. Rimanere in posizione per pochi secondi poi rilassare l’arto. Ripetere 10 volte per lato almeno quattro volte al giorno.

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