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La Ginnastica Miofasciale è strettamente correlata con la postura.
Da qualche tempo si usa il termine Ginnastica Miofasciale, in riferimento al tessuto fasciale in connessione alla Rieducazione Posturale.
Tuttavia non a tutti è ben chiaro cosa sia il tessuto fasciale e la sua influenza sulla postura e colonna.
Si sono studiati appositi massaggi, esercizi e allenamenti fasciali al fine di rieducare questa parte per migliorare la propria postura.
Il fenomeno che non è certamente legato al wellness ma ha contorni più specifici nonché medici, il fenomeno va analizzato con attenzione partendo dal concetto stesso di fascia e delle sue interrelazioni con la postura.

A seguire una guida completa su cos’è la fascia, la Ginnastica Miofasciale e la sua correlazione con la rieducazione posturale.

La Fascia: caratteristiche

La fascia è la cover degli organi, muscoli e ossa o meglio il rivestimento esterno oltre che il riempimento dell’area che distingue una parte dall’altra e che ne delinea la forma.
La fascia fa da sostegno agli organi, muscoli e ossa che senza la stessa non avrebbero consistenza e si ridurrebbero in struttura flacide.
La fascia garantisce tonicità e forma delineando il corpo umano.
Si caratterizza per uno strato superficiale e uno strato più profondo con una consistenza tale da non incidere sui movimenti del corpo.

Ginnastica Miofasciale Fascia

Cosa succede se si altera la fascia?

La fascia può subire variazioni che possono incidere negativamente sul corpo umano al punto che la stessa non risulta più scorrevole e non riesce a garantire i giusti spazi tra un tessuto e l’altro sfavorendo i movimenti.
In parole non propriamente tecniche la fascia perde di consistenza e diventa appiccicosa rendendo i movimenti complessi e in taluni casi impossibile.
La fascia è collegata al sistema cerebrale oltre che ai nervi agendo sullo stesso in termini di movimenti, tale connessione deve essere preservata nel tempo, più imput sono dati al cervello più i movimenti risultano fluidi.
I movimenti alterati causano problemi di postura, ora le abitudini causano un adattamento della fascia per cui a seconda che si sia mancini o destri la fascia subirà modificazioni al riguardo.
Si può dire che la fascia agisce in un gioco di bilanciamenti in cui la fascia risulta più spessa nella parte in cui si attira il carico perché più allenata.
Ora nel momento in cui la fascia si altera per cui diventa appiccicosa o si assottiglia le ossa possono essere spinte fuori e la colonna vertebrale subire dei problemi di allineamento con relative cifosi, scoliosi, problemi lombari legati alla postura per cui i movimenti diventano dolorosi e si manifestano deformità.
Il paragone che meglio far comprendere tecnicamente ciò che accade all’interno della maglietta è quello di una t-shirt che si rimpiccolisce per un lavaggio sbagliato, ora la fascia che non riesce a prestare la giusta consistenza a tutte le aree non fa altro che lasciare scoperti dei punti che possono subire alterazioni.
Mentre, tuttavia, la t-shirt una volta ristretta non si può più allungare, la fascia si può allenare e riprendere la propria consistenza attraverso l’allenamento continuo e costante.

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Fascia: esercizi di riferimento

L’allenamento della fascia è fatto di esercizi semplici volti all’allungamento, rafforzamento e la tonicità della stessa.
Si tratta di movimenti fluidi che non affaticano il corpo perché vanno a lavorare specifici muscoli e si basano su un’alternanza tra allungamento e ritorno.
Si tratta di movimenti quotidiani di cui non ci si accorge ma che se fatti male possono causare distorsioni e dolore.
Ogni movimento deve essere adeguatamente calibrato, uno slancio e un ritorno accelerato se non ben allineato può causare un’usura della fascia e dolore.
L’aspetto che rileva begli esercizi della fascia sono i tempi di recupero che devono essere ben calibrati.
Non ci si deve allenare tutti i giorni, ma farlo con una frequenza che consenta alla fascia di recuperare.
Per l’allenamento possono essere eseguiti esercizi a corpo libero con l’impiego di ausilio come ad esempio i rulli o palline.
Allenare la fascia consente di velocizzare i movimenti e ottimizzare le proprie perfomance soprattutto se si è uno sportivo, si incrementa l’agilità.

Rapporti tra la Ginnastica Miofasciale e la postura

La postura è condizionata da tanti fattori, quelli prevalenti sono legati a fattori strutturali interni, qual è appunto la fascia.
In virtù della sua funzione la fascia ha una funzione di sostegno che se alterata può influire negativamente sulla postura causando problemi che si possono tradurre anche in forme gravi.
Una fascia ben strutturata rende l’allineamento della colonna vertebrale più stabile e riduce l’insorgere di problemi di postura scorretta e di tutte le concause legate alla stessa.
Non tutti sono a conoscenza di questa relazione, ma tenerla in considerazione consente di migliorare l’energia disponibile e integrare il supporto della colonna riuscendo a supportare meglio gli sforzi.
Si rinforza, infatti, la struttura dei nervi e dei tessuti e le ossa hanno un sostegno maggiore al punto da reggere l’equilibrio in modo costante.

In cosa consiste la Ginnastica Miofasciale

Tecnicamente definita SMR ovvero “Self Myofascial Release”, la Ginnastica i basa sul trattamento di specifici aree relative ai tessuti molli che possono manifestare disfunzioni somatiche.
Lo scopo è eliminare le contratture e garanti alla zona un’adeguata elasticità favorendo il passaggio dei liquidi e della circolazione sanguigna, ottima per il drenaggio.
La Ginnastica Miofasciale va eseguita attraverso specifici esercizi e con l’ausilio anche di un abbigliamento adeguato tale da favorire i movimenti del corpo.
Si consigliano abiti elastici non troppo stretti ma eccessivamente larghi.
Gli esercizi vanno eseguiti a piedi scalzi o al massimo con dei calzini con sistema antiscivolo per garantire l’adesione al pavimento.
Prima di intraprendere un percorso di Ginnastica Miofasciale è necessario un consulto con uno specialista, in particolare se si è affetti da specifiche patologie o si seguono determinati trattamenti per il diabete o la coagulazione del sangue e se si è in stato di gravidanza.
La Ginnastica va personalizzata in base alla tipologia del problema ed eseguita a ritmi adeguati in proporzione al problema della fascia con adeguata strumentazione.

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Benefici e vantaggi della Ginnastica Miofasciale

La Ginnastica Miofasciale permette di tonificare il tessuto connettivo, rafforzando la consistenza della fascia interna e favorendo la ricostruzione delle fibre di collagene che armonizzano la struttura medesima della fascia.
Favorisce l’elasticità ed elimina le aderenze tipiche di una fascia molliccia e appiccicosa che può lasciare poco spazio tra le varie aree.
I vantaggi sono molteplici da vari punti di vista, in primis in relazione alla postura che è favorita da una fascia allenata, elastica e resistente.

Come si può allenare la fascia?

Uno dei rimedi più affermati per allenare la fascia è il sistema dei rulli e l’automassaggio.
I rulli o le palline consentono di eliminare possibili torsioni e rigidità e di agire sulla fascia favorendo la stimolazione della stessa.
In questo modo si favorisce il drenaggio e l’apporto del giusto nutrimento per la fascia.
Altra tecnica molto in voga è lo stretching “tridimensionale”, che differenzia da quello classiche per figure più specifiche.
Sono consigliati anche dei movimenti oscillatori fatti di saltelli e movimenti ondulatori del corpo al fine di intensificare al struttura connettiva.
Ogni tecnica va eseguita con attenzione, è importante avere una buona consapevolezza del proprio corpo al fine di eseguire gli esercizi con la dovuta intensità e non strafare.
Lavorare sulla fascia permette di migliorare la postura e le perfomance in genere della vita quotidiana, oltre quelle sportive a livello amatoriale e agonistica.
Una fascia allenata permette di apportare un contributo energetico maggiore al corpo.
La fascia è, correlata alle energie disponibili dal corpo, una fascia poco allenata causa spasmi, dolori articoli, senso di affaticamento.

Ginnastica Miofasciale

Sindrome Miofasciale: caratteristiche peculiari

Una fascia non allenata può stimolare la sindrome Miofasciale ossia un indolenzimento dei tessuti contenitivi che può avere carattere locale o diffuso creando un dolore sporadico o acuto che incide sulla postura in generale.
In questi casi la Ginnastica è d’obbligo insieme ad una terapia antinfiammatoria di riferimento e all’automassaggio.

Auto-massaggio

Un metodo per contrastare la sindrome Miofasciale è quello di eseguire un auto-massaggio.
Naturalmente il trattamento implica una conoscenza tale che consenta di agire in modo adeguato sui punti cruciali della fascia.
L’auto-massaggio garantisce notevoli benefici alla postura e alla salute della fascia in generale, se ben praticato l’automassaggio è la soluzione più veloce a contrastare il dolore di una fascia molle e poco elastica.
Massaggiare ha un effetto terapeutico importante perché si agisce sui muscoli contratti, si favorisce la distensione e si eliminano le tensioni muscolari.
Quando si massaggia la circolazione si attiva e questo passaggio consente di migliorare il funzionamento delle articolazioni che non risultano compromesse dai coaguli di sangue.
Si favorisce il drenaggio e il passaggio dei liquidi evitando accumuli o possibili conformazioni di liquido intramuscolare nocivo e doloroso per il movimento in generale.
Si agisce sui nervi e sull’elasticità della pelle in generale, agendo sul corpo e la mente per un benessere completo volto ad eliminare lo stress di una postura scorretta.

Ginnastica Miofasciale

L’automassaggio richiede una buona competenza manuale, devono essere smossi i giusti punti, si tratta di una tecnica di contatto basata su compressioni di intensità varia.
Il trattamento può essere eseguito a mano o con l’ausilio di rulli o palline che vengono impiegati per creare compromissioni sul corpo.

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